Ho guardato la foto di famiglia appesa al muro.
Sorridevamo tutti. Giovani. Felici. Uniti.
E ora ero seduto in mezzo a quella stessa famiglia… sentendomi un estraneo.
Qualche minuto dopo, mi sono alzato.
— Bene, ragazzi… vado…
— Già? ha chiesto subito mia figlia.
Ma nel profondo dei suoi occhi ho visto qualcos’altro.
Sollievo.
Quella cosa mi ha annientato.
Ho rimesso il cappotto. Mio nipote non ha nemmeno alzato lo sguardo dal tablet. La porta si è richiusa alle mie spalle e mi sono ritrovato solo nell’oscurità del vano scale.
Non so perché, ma in quel momento, per la prima volta in vita mia, mi sono sentito davvero vecchio.
Fuori pioveva. Camminavo lentamente lungo la strada deserta e, all’improvviso, delle lacrime hanno iniziato a rigarmi le guance.
Non per sen
