a posto, sussurrando delle scuse. Quando la accusai, mi assicurò che non stava cercando di rivenderli e mi invitò a casa sua, proprio di fronte al cimitero, per spiegarmi le sue azioni.
Una strana collezione nell’ombra
Sebbene diffidente, la curiosità ebbe la meglio. Seguii questa donna di nome Monica. A casa sua, in fondo al corridoio, aprì una piccola stanza con scaffali dove preziose scatole di legno contenevano fiori immortalati nella resina.
Su un’etichetta, un nome mi ha fatto battere forte il cuore: Edward .
“Da quanto tempo leporti i fiori?”
