C’è un momento, nello sgomento più profondo, in cui il bisogno di fare luce diventa più forte di ogni altra cosa. Anche quando il buio sembra impossibile da dissipare e la sofferenza appare insuperabile, quella luce nel buio, anche se piccola ma intensissima, rappresenta il primo passo per provare a uscire da quel baratro e restituire un senso a ciò che è accaduto.
È anche per questo che, davanti a tragedie simili, ogni testimonianza assume un valore speciale restituendo dignità alla storia e all’umanità dei protagonisti di vicende simili, occasioni di riflessione al fine che non vengano mai dimenticate.
A voi le parole cariche di emozione di una persona profondamente legata al protagonista di questa vicenda. Un messaggio intenso, dalle riflessioni e contenuti emozionanti nel ricordo del protagonista di una delle storie più discusse del nostro paese.

A rompere il silenzio è stata Yossra Fakir, nipote di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne deceduto il 19 luglio a Bologna durante un intervento di polizia. Attraverso un video diffuso dai legali della famiglia, la giovane ha ricordato lo zio come «un uomo buono» e altruista, chiedendo che venga accertata tutta la verità. «Noi ci affidiamo alla magistratura, abbiamo rispetto per le indagini e per le istituzioni, ma chiediamo chiarezza, verità e giustizia», ha dichiarato.
Yossra ha inoltre assicurato che la famiglia continuerà a difendere la memoria di Abderrahim, sottolineando come dietro il suo nome ci fosse una persona amata e stimata da chi l’ha conosciuta. I familiari hanno ribadito piena fiducia nel lavoro della magistratura, auspicando che gli accertamenti in corso possano chiarire definitivamente le circostanze che hanno portato alla sua morte e offrire le risposte attese da tutti.
