versione simile. Non qualcosa di vagamente simile. Proprio quelli, identici in ogni dettaglio.
Li fissai per un istante più del necessario, una risata che mi saliva in gola prima che potessi reprimerla. “Aspettate”, dissi, prendendo il pacchetto e rigirandolo tra le mani come se potesse dissolversi in qualcos’altro. “Come facevate a sapere che erano quelli giusti?”
Mi lanciò un’occhiata, notò la mia espressione e sorrise, un sorriso un po’ storto, un po’ timido. Scrollò le spalle, strofinandosi la nuca in quel modo che fa quando si sente discretamente orgoglioso ma
