a vivere senza controllare il telefono di qualcuno.
Imparò a cenare da sola senza sentire un vuoto allo stomaco.
Imparò che la solitudine poteva fare paura, ma che non era necessariamente una condanna.
Marco, invece, rimase nella loro casa.
Aveva iniziato un percorso con uno psicologo. Non per convincere Elena a tornare, ma per capire l’uomo che era stato.
Quando si incontrarono di nuovo, in un piccolo caffè del centro, Marco sembrava diverso.
Non più sicuro.
Più consapevole.
«Non ti chiedo di perdonarmi», disse.
Elena rimase in silenzio.
«Voglio solo
