nota.
«Aspetta un attimo, Joel», dissi, sentendo le forze tornare. «Ho bisogno di cambiare».
Ma Joel non era venuto da solo. Dietro di lui c’erano due stilisti, una truccatrice e un carrello pieno di abiti che mio padre mi aveva mandato. Seta, perle, ricami e colori vivaci riempivano la stanza.
Scelsi un semplice abito lungo rosso, senza fronzoli inutili. Poi aprii il portagioie e tirai fuori la collana di rubini che mio padre mi aveva regalato per il mio diciottesimo compleanno.
«La Rosa di Fuoco», mormorò uno stilista con ammirazione. «
