sempre un passo indietro, sempre sorridendo quando lui diceva “la mia azienda”, “la mia visione”, “il mio successo”.
Ma quella sera, con la guancia in fiamme e il suo nome sul tavolo, Clara capì che certe umiliazioni non si rispondono con i discorsi.
Si rispondono imponendo dei limiti.
Gli diede uno schiaffo.
Non fu brutale. Non fu un attacco. Fu preciso. Acuto. Abbastanza da far indietreggiare Valeria, con gli occhi spalancati per l’incredulità.
“Come osi?” urlò Valeria, portandosi una mano al viso.
Clara non rispose. Si voltò lentamente verso il
