Favorire il ricambio generazionale, tenere conto delle carriere lunghe, riconoscere la fatica dei lavoratori, dare maggiore flessibilità sono alcuni dei tanti motivi per i quali si punta alla pensione anticipata.
E in proposito, è appena arrivata una news che sta generando una marea di commenti, tra favorevoli e contrari, come spesso succede quando ci si trova al cospetto di argomenti così delicati.
A far chiarezza ci pensano i siti informativi più autorevoli, parlando dei requisiti che permettono la pensione anticipata a 64 anni. Vediamoli meglio qui di seguito.

La proposta sostenuta dalla Lega e dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon prevede, nell’ipotesi allo studio, l’uscita a 64 anni con almeno 25 anni di contributi. Per chi è oggi nel sistema misto, però, servirebbe ricalcolare l’intera carriera con il metodo contributivo. Una modifica destinata a incidere direttamente sull’importo finale dell’assegno previdenziale mensile complessivo.Per attenuare la riduzione e sostenere la soglia minima, il governo valuta la possibilità di destinare una quota del Tfr a una rendita integrativa. La misura dovrebbe compensare almeno in parte il calo della pensione, ma le simulazioni mostrano che il sostegno potrebbe non essere sufficiente. Il problema riguarda soprattutto chi ha redditi medio-bassi.Per i lavoratori interamente contributivi, cioè con il primo versamento dal 1996, l’uscita a 64 anni è già prevista con 20 anni di contributi. Serve però un assegno pari almeno a tre volte quello sociale: nel 2026 la soglia è di 1.638,72 euro lordi mensili, con un limite più favorevole per le madri lavoratrici.
Le simulazioni dell’Osservatorio previdenza della Cgil mostrano difficoltà concrete. Con 25 anni di contributi, la soglia di 1.638,72 euro resta fuori portata per chi guadagna tra 20mila e 30mila euro lordi annui e diventa raggiungibile solo con retribuzioni pari o superiori a 50mila euro. Con 40 anni di versamenti, il ricalcolo produce comunque un taglio permanente.Dal 2027 saliranno i requisiti: 64 anni e un mese per l’anticipata contributiva e 67 anni e un mese per la vecchiaia. Nel 2028 saranno tre mesi. L’anticipata ordinaria richiederà 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2030 la soglia economica salirà.
