I tempi del Giudice del Lavoro e l’impatto sull’avvio di stagione
Dal punto di vista procedurale, la scelta del ricorso d’urgenza rappresenta l’unica strada percorribile per incidere sui palinsesti imminenti. Salvo casi eccezionali, il procedimento d’urgenza prevede la fissazione di un’udienza entro 15-20 giorni dal deposito degli atti. Il giudice sarà chiamato a valutare la sussistenza sia del fumus boni iuris (la parvenza di fondatezza del diritto azionato) sia del periculum in mora (il danno grave e irreparabile derivante dal tempo necessario per instaurare una causa ordinaria). Se il giudice dovesse accogliere l’istanza cautelare, la pronuncia potrebbe giungere prima dell’8 novembre, costringendo la Rai a reinserire Ranucci nel format prima della prima puntata. Qualora invece l’urgenza venisse rigettata, il contenzioso si sposterebbe sui binari del giudizio ordinario, allungando i tempi della decisione di oltre un anno.
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Quest’ultimo tassello trasforma dunque la già complessa riorganizzazione di Report in un vero e proprio caso giudiziario. L’azienda si trova ora stretta tra la necessità di proseguire la tabella di marcia con Piervincenzi e Di Pasquale e il rischio concreto che una pronuncia cautelare scompagini l’assetto della trasmissione a ridosso della prima serata. Il prossimo appuntamento decisivo è fissato per il 17 settembre, data in cui il Consiglio di Amministrazione della Rai tornerà a riunirsi con il dossier sul programma di Rai3 al centro dell’ordine del giorno.
