da letto, il mio santuario. Le pareti erano tappezzate di foto di famiglia. Eccomi lì, con in braccio un bambino. Eccomi lì, mentre preparavo una torta. Eccomi lì, in piedi sullo sfondo, con un sorriso stanco stampato in faccia, mentre i miei figli brillavano in primo piano.
Un freddo intorpidimento strisciante mi pervase, trasformandosi lentamente in qualcosa che non provavo da decenni.
Rabbia. Rabbia pura, incontaminata, accecante.
Non ero una vittima. Non ero una vecchia signora confusa pronta per Oakridge. Ero Celia Johnson, e se volevano giocare una partita di
