«Sempre», disse lei, cambiando tono all’improvviso. Mi conosceva troppo bene. «Che c’è? Sembri aver visto un fantasma.»
“Peggio ancora. Ho visto i veri volti dei miei figli.”
Nel giro di un’ora, Paula era seduta al tavolo della mia sala da pranzo, con un taccuino rilegato in pelle aperto davanti a sé e gli occhiali da lettura appoggiati sul naso. Le ho raccontato tutto. Il resort. I nipoti. Oakridge. La valutazione.
Paula non si è permessa di usare frasi fatte. Non ha sussultato né mi ha detto che dovevo aver capito
