rumore della sua auto nel vialetto. Quando finalmente la porta d’ingresso si aprì, sentii un fruscio di sacchetti della spesa: un suono lieve e inconfondibile che di solito passava quasi inosservato.
Entrò, con le guance leggermente arrossate dal freddo e i capelli scompigliati dal vento. Appoggiò le borse sul bancone della cucina e iniziò a scaricarle una a una, con un ritmo familiare e senza fretta.
Poi l’ho visto.
Lì, ben riposti tra i prodotti alimentari, c’erano esattamente la marca e il tipo di assorbenti che compro sempre. Non una
