Ebbene si, la scienza ci offre il suo aiuto, per evitare che, non cogliendo i segnali del cielo, possiamo finire nel bel mezzo di un serio evento meteorologico. Quando l’aria rovente incontra condizioni favorevoli, il cielo può trasformarsi rapidamente in una minaccia. Temporali improvvisi, raffiche violente e grandinate intense sono fenomeni che negli ultimi tempi hanno attirato sempre più attenzione.

Dietro questi eventi, però, non ci sono soltanto nuvole scure. Esistono segnali precisi che possono raccontare in anticipo la forza di un temporale, anche se interpretarli non è sempre semplice per chi osserva dal basso.A spiegare cosa accade nell’atmosfera è il meteorologo del CNR Giulio Betti, che ha chiarito quali elementi possono indicare la presenza di fenomeni particolarmente intensi. Alcuni dettagli del cielo, infatti, possono fornire informazioni preziose.Tra gli indicatori più importanti c’è il colore assunto dalla base delle precipitazioni: tonalità tendenti al verde o al bianco-verdastro possono segnalare una forte presenza di grandine all’interno della nube.
Anche nubi molto sviluppate verso l’alto e particolarmente scure possono essere un campanello d’allarme.Secondo Betti, però, per avere una valutazione più precisa servono strumenti specifici. Le immagini satellitari permettono di individuare strutture come l’“overshooting top”, una cupola sulla sommità della nube collegata a temporali capaci di generare grandine importante e forti raffiche di vento.Un altro aiuto arriva dai radar meteorologici, che analizzano la potenza delle precipitazioni: quando le immagini mostrano colori molto intensi, fino alle tonalità viola, possono indicare la presenza di ghiaccio all’interno del temporale. La dimensione dei chicchi dipende soprattutto dalla crescita verticale della nube. Temporali alimentati da aria calda e umida possono raggiungere anche circa 10 chilometri di altezza. In queste condizioni, le correnti ascensionali spingono più volte i cristalli di ghiaccio verso l’alto, permettendo loro di accumulare nuovi strati fino a diventare enormi. Il fenomeno è favorito anche dagli scambi tra aria calda nei bassi strati e infiltrazioni fredde alle alte quote. Quando il ghiaccio diventa troppo pesante per restare sospeso, precipita al suolo causando grandinate molto intense. Betti ha inoltre spiegato il ruolo delle supercelle, temporali dotati di una rotazione interna capace di produrre eventi estremi come grandinate eccezionali, piogge torrenziali e possibili trombe d’aria. Il caldo crescente rende questi sistemi ancora più potenti: più energia e umidità nell’atmosfera significano condizioni favorevoli a fenomeni sempre più violenti.
